7 punti che fanno dell’ebraismo una risorsa preziosa

1- L’ebraismo è la base di una gran parte del pensiero occidentale, anche perché su di esso si sono costruite moltissime altre culture; senza conoscerlo a fondo è molto difficile comprendere la modernità e le tensioni che la animano.

2- La cultura ebraica è basata sulla lingua ebraica, una lingua particolarissima caratterizzata da un’estrema polisemia, che proietta immediatamente il lettore in un universo quasi infinito di significati possibili. Approfondendo gli studi ebraici In modo tale da comprendere anche solo un poco il funzionamento della lingua ebraica apre a una comprensione molto più diversificata e ricca di ogni tipo di comunicazione, non solo quindi quella usata nei testi, ma anche quella che noi stessi usiamo, o che riceviamo, permettendo nuovo approccio al mondo che ci circonda.

3- Il paradigma fondamentale su cui l’ebraismo si costruisce è quello dell’uscita dall’Egitto, non tanto come fatto storico, ma come possibile liberazione individuale e collettiva dai vari tipi di costrizioni e limitazioni che riducono la nostra facoltà di scelta e di azione. Molti di questi limiti e costrizioni sono reali, ma troppo spesso noi li usiamo, coscientemente o meno, come alibi per procrastinare, esitare, non prendere la responsabilità di agire. L’ebraismo, che è un modo di pensare e vivere, rappresenta una forza di liberazione reale rispetto a queste ioni che ci impediscono di realizzare al meglio le nostre potenzialità sopite.

4- L’ebraismo è un percorso di libertà e di responsabilità. Non a caso quando la Torah parla di una legge che era “Incisa [Harut] sulle tavole” [Es. 32:16] Il Talmud suggerisce di non leggere Harut , ma Herut, ossia “libertà” sulle tavole (Al riguardo vi è uno splendido commento di Emmanuel Lévinas), perché l’apprendimento della libertà è il cuore della cultura ebraica. Ma non si tratta solo di liberarsi dalle costrizioni esteriori, ma soprattutto da quelle interiori proprie all’essere umano. L’ebraismo costituisce un processo costante di Esodo in tale direzione.

5- L’ebraismo, lungi dall’essere una religione, costituisce prima di tutto una potentissima riflessione sul ruolo dell’essere umano, sulle sue responsabilità verso se stesso e verso gli altri, e propone una disciplina di costruzione in cui l’individuo apprende a strutturarsi e a trascendere se stesso.

6- Tale disciplina si articola in una dinamica di movimento costante. Per questa ragione uno degli appellativi che l’ebraismo usa per la Trascendenza è Maqom, il luogo. Lo stesso Luogo che si presenta a Mosè come “Sarò ciò che sarò” [Es; 3: 14]. Come per dire che, ovunque cerchiamo, non potremo mai trovarlo, giacché si troverà sempre altrove, in fuga perpetua, chiamandoci da un altro luogo. Questo richiamo suscita un ascolto e detta la necessità di una ricerca costante.

7-L’ebraismo rappresenta quindi da un lato la ricerca di una trascendenza, nel riconoscimento dei nostri limiti ma anche delle possibilità che abbiamo di espanderli, vivendo le nostre vite con più attenzione, responsabilità, amore verso noi stessi e verso gli altri.

La tradizione ebraica insegna che l’ebraismo può essere sam haim, spezia vitale, o sam mavet, spezia mortale, come ogni energia che abbia un impatto reale. Sta a ognuno realizzare le migliori condizioni per trasformarla di una forza di vita e di crescita. La cultura ebraica classica si basa sulla condivisione dello studio, condivisione con altri individui, con un gruppo, con un Maestro. Questo per evitare un pericoloso solipsismo autoreferenziale che rischia di prodursi in qualsiasi essere umano, chiudendo le porte a ogni possibilità di confronto e di scambio. Non a caso il periodo primaverile che attraversiamo è legato nella tradizione ebraica al lutto per la morte di ventiquattromila Saggi, studenti del grande Rabbi Aqiva che, nonostante la loro grande sapienza, non furono in grado di apprendere il rispetto per i loro compagni di studio. Etz Haim, la comunità senza mura, funziona proprio secondo questo tipo di dinamica, dando ai diversi individui l’opportunità di affrontare, nella loro specificità e diversità, un percorso di crescita spirituale reale individuale e collettiva, sotto la guida di un Maestro, coltivando il pluralismo e l’autonomia di riflessione. Anche se sicuramente molti sono i passi da fare per migliorarla, Etz Haim è una realtà attiva e alla portata di tutti, le cui iniziative, a detta dei suoi membri, rappresentano una forza di crescita per ognuno.

 

Rav Haim Fabrizio Cipriani